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PER TE

Oh piccolo principe, ho capito a poco a poco la tua piccola vita malinconica. Per molto tempo tu non avevi avuto per distrazione che la dolcezza dei tramonti. Ho appreso questo nuovo particolare il quarto giorno, al mattino, quando mi hai detto:
"Mi piacciono tanto i tramonti. Andiamo a vedere un tramonto…"
"Ma bisogna spettare…"
"Aspettare che?"
"Che il sole tramonti…"
Da prima hai avuto un’aria molto sorpresa, e poi hai riso di te stesso e mi hai detto:
"Mi credo sempre a casa mia!"
Infatti. Quando agli Stati Uniti e mezzogiorno tutto il mondo sa che il sole tramonta sulla Francia. Basterebbe poter andare in Francia in un minuto per assistere al tramonto. Sfortunatamente la Francia e troppo lontana. Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi… "Un giorno ho visto il sole tramontare quarantatré volte!"
E piu tardi hai aggiunto:
"Sai.. quando si e molto tristi si amano i tramonti…"
"Il giorno delle quarantatré volte eri tanto triste?" Ma il piccolo principe non rispose.
(dal Il piccolo principe- Antoine de Saint Exupéry)
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7 comments a “”
Bacio a te
vorrei solo che il sole non tramontasse a volte..ho paura del buio..
un abbraccio ed un sorriso
un bacione forte forte….
adoro da sempre questo piccolo capolavoro di libro.
nei momenti bui spesso lo riprendo in mano e ne rileggo qualche pagina..
ogni volta torna a darmi la carica e a farmi credere alla forza del sogno e dei desideri più belli
bello ritrovarlo anche qui da te
C’è qualcosa in questo libro… che.. rispecchia tutta l’umanita…forse è la sua semplicita’… come dovrebbe essere … l’uomo..
il mio capitolo preferito..è la volpe… la cosa piu’ cara che dovremmo avere tutti… per essere sereni..
un saluto…
Un angelo.. senza ali…
Naturalezza
E si sarebbe ben guadagnata il merito di sopravvivere
dipingendo le sue nuvole
e nutrendosi dei sogni che esse le avrebbero suggerito.
Senza dover finalmente dover render conto a nessuno del suo mondo incantato.
Prima di tutto un ballo.
La danza di una libertà ritrovata. Che andava oltre a ciò di cui tutti parlavano…..
… senza che però avessero mai saputo segnare un solo passo di quell’incantevole muoversi ed intrecciarsi.
La libertà che lei desiderava era fatta di piccole cose.
Perchè lei amava le piccole cose. Se ne sentiva finalmente parte ora che poteva aprire gli occhi e guardare il mare senza che qualcuno glielo impedisse o la giudicasse per questo.
E in fondo un ballo che cos’è…..se non l’espressione di qualcosa che non sappiamo ancora di noi?
Ci atterrisce a volte l’idea di restare inerti per sempre.
Come aveva atterrito lei.
Ci sgomenta talvolta le sensazione di passare il nostro tempo nella sola contemplazione dell’intelligenza e della virtù degli altri convinti di esserne sprovvisti….e la colpa di questa convinzione sta sempre in qualcuno che ha fatto bella mostra di sé, mascherando dietro alla voglia di dare protezione solo tanta paura di sé stessi e di ciò che avrebbero potuto essere.
E ci han… “vestito” in questo modo.
Sono quei vestiti con cui ci coprono quando non sappiamo farlo ancora da soli.
E sono indumenti che per alcuni finiscono per rappresentare il destino perchè non vengono dismessi mai….anche se logori, stretti e inadeguati.
Proprio come quelle idee che non si muovono neanche di un millimetro
quegli stracci possono apparire a certi
perfino la virtù di cui può accadere che ci si compiaccia.
Ma poi per fortuna basta un tuffo nel mare..sopratutto per chi non aveva mai visto prima il mare delle proprie emozioni in movimento.
Ed ecco che ad uno ad uno ogni brandello di quella stoffa scivola di dosso
lasciando finalmente nudo e libero il senso e la libertà di respirare..
…a modo proprio…..di lasciarsi andare alla dolce follia dell’ urlo e dello stupore per quelle nuove ed incredibili sensazioni di caldo e freddoche prima erano sconosciute. Per quei moti insospettabili
di passione e di compassione
che riaffiorano così come suggerisce e comanda solo il proprio cuore.
Solo lui e nessun altro.
Che è il cuore che finalmente si comincia ad ascoltare.
E mentre parla tu balli.
Proprio come fece lei quando iniziò a muoversi da sola…..a stringersi le braccia intorno al seno mentre girava, e girava e ballava senza mai fermarsi.
Come il mondo.
Come i sogni, le paure ed i desideri.
Era così felice della scoperta di sé che non s’era accorta di lui che s’era incantato a guardarla.
E mentre la fissava
vide nel suo sorriso
la magia della vita ed il suo essenziale.
Si. L’essenziale……che non era quello di non imporsi come si diceva dovunque….che non era quello di farsi ammirare e di avere tutta la luce de sole per sé.
I raggi sono così tanti che ce n’è abbastanza per tutti.
Purchè si provi ad esistere.
Esistere, già.
Senza giocare a commedie che schiacciano, invidiano, seppelliscono e…. ignorano.
E se non lo sappiamo fare
magari possiamo cominciare da cose semplici
come quei passi disordinati di lei sulla spiaggia della propria libertà.
Il perché anche lui fosse li probabilmente non era un caso.
Ma nessuno dei due se lo volle chiedere.
Cominciarono semplicemente a ballare insieme,
si confusero e si affascinarono.
Il resto accadde come una stella.
Perché adesso
ogni cosa andava riacquistando la sua sensualità naturale.