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gia’…in amore bisogna saper cogliere l’attimo…il fremito…per non perderlo… buona giornata…:)
l’amore mi ha lasciato ….lo cerchero dentro di me. notte bacetto.
In silenzio.
Aveva una voce bellissima. Non le piaceva parlare molto. Diceva che non amava il superfluo. La sua era solo timidezza. E la timidezza “parla” solo quando il silenzio non è necessario. Il silenzio della timidezza è tanto bello che non va interrotto con parole vane. Come le emozioni. Perfino dire “ti amo” a volte equivale ad ucciderle. Ecco come mi sentivo guardandola rapito. In quegli occhi un pò bui e malinconici trovai il firmamento. In un cielo a volte estivo ed a volte uggioso, coperto da nubi più per pudore che per altro. Un cielo che però quando s’apriva era tutto scintille e nebulose. Grande come il vuoto che a volte l’assorbiva… E pieno…pieno come il dolore che l’aveva toccata. Si.Aveva una bellissima voce. Ma lei preferiva tacere quando ascoltava il rumore dei suoi dubbi. Rimaneva in sospeso, così. Perchè di risposte non ne aveva mai. Un giorno le presi la mano. La sua risposta fu di lasciar brillare una lacrima. Ed io ci vidi dentro tutto il suo fuoco riflesso. E l’abbracciai, semplicemente. E la baciai profondamente. E poi facemmo l’amore. Lo facemmo con amore. Lo facemmo in silenzio, il suo silenzio, che diventò nostro. Ed in quel silenzio quando giunse il dopo scivolammo addormentati in un sogno che avevamo già vissuto.
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gia’…in amore bisogna saper cogliere l’attimo…il fremito…per non perderlo…
buona giornata…:)
l’amore mi ha lasciato ….lo cerchero dentro di me. notte bacetto.
In silenzio.
Aveva una voce bellissima.
Non le piaceva parlare molto.
Diceva che non amava il superfluo.
La sua era solo timidezza.
E la timidezza “parla” solo quando il silenzio non è necessario.
Il silenzio della timidezza è tanto bello che non va interrotto con parole vane.
Come le emozioni.
Perfino dire “ti amo” a volte equivale ad ucciderle.
Ecco come mi sentivo guardandola rapito.
In quegli occhi un pò bui e malinconici trovai il firmamento.
In un cielo a volte estivo ed a volte uggioso, coperto da nubi
più per pudore che per altro.
Un cielo che però quando s’apriva era tutto scintille e nebulose.
Grande come il vuoto che a volte l’assorbiva…
E pieno…pieno come il dolore che l’aveva toccata.
Si.Aveva una bellissima voce.
Ma lei preferiva tacere quando ascoltava il rumore dei suoi dubbi.
Rimaneva in sospeso, così.
Perchè di risposte non ne aveva mai.
Un giorno le presi la mano.
La sua risposta fu di lasciar brillare una lacrima.
Ed io ci vidi dentro tutto il suo fuoco riflesso.
E l’abbracciai, semplicemente.
E la baciai profondamente.
E poi facemmo l’amore.
Lo facemmo con amore.
Lo facemmo in silenzio,
il suo silenzio,
che diventò nostro.
Ed in quel silenzio
quando giunse il dopo
scivolammo addormentati
in un sogno che avevamo già vissuto.